ROMPERE e NON PARTECIPARE

1301 Firme raccolte ad Alba

Acqua Bene_Comune-Firme-Marello-web

12-13 GIUGNO 2011.

La maggioranza dei cittadini albesi manifesta il proprio dissenso verso le logiche del mercato e di uno sviluppo non ecologico. In 13173 (93,8% dei votanti) esprimono il proprio si al primo quesito referendario, in 13275 (94,3%) esprimono il proprio si al secondo quesito: il governo e la gestione dell’acqua devono essere pubblici ed estranei alle logiche del profitto.


14 MAGGIO 2015.

 

Il comitato albese acqua bene comune consegna al sindaco Marello 1301 firme di residenti, che si esprimono a favore di una gestione completamente pubblica del servizio idrico (attraverso il suo affidamento ad un unico gestore costituito da tutti i comuni della provincia) e gli chiedono di pronunciarsi in tal senso nell’assemblea generale dei sindaci della provincia provincia di Cuneo, che si terrà a breve scadenza.

Perchè è stato necessario ribadire la posizione dei cittadini albesi attraverso una raccolta firme?

Perchè il governo Renzi ha sferrato un attacco durissimo all’esito referendario. Il decreto Sblocca Italia impone l’unicità della gestione del servizio idrico per ogni ambito territoriale ottimale. Nelle province come quella di Cuneo, il superamento dell’attuale pluralità delle gestioni che comporta questo salto di scala dimensionale è una condizione che favorisce i grandi speculatori privati. Entro il 30 settembre la conferenza dei rappresentanti d’ambito si dovrà pronunciare scegliendo la forma di gestione per tutto il territorio provinciale: questo determinerà soprattutto se il gestore unico, scelto successivamente, potrà essere a totale proprietà pubblica ovvero comprendere un soggetto privato.


La legge di stabilità definisce una serie di incentivi e disincentivi per orientare la scelta a favore del privato. Ad esempio, i ricavi della vendita delle quote di società di servizi pubblici locali potranno essere utilizzati al di fuori del patto di stabilità: il governo strangola i comuni riducendo i suoi trasferimenti, poi indica le privatizzazioni come soluzione!


IL COMUNE DI ALBA si trova in una situazione oltremodo particolare: l’acquedotto è gestito da Tecnoedil, azienda totalmente privata del gruppo EGEA; le fognature e la depurazione sono gestite da SISI, azienda totalmente pubblica in- house. Una situazione già oggi ai limiti della legalità ma che potrebbe peggiorare ulteriormente se si facesse la scelta della gestione mista. In questa evenienza, il nuovo socio privato, per ambedue i settori del servizio idrico integrato, dovrebbe essere scelto con gara di appalto internazionale. A questa gara saranno interessate tante multinazionali e le grandi multiutilities nazionali ACEA, IREN, A2A, HERA.


IL RISCHIO è che l’ingresso di un soggetto privato di tale levatura apra le porte a maggiori aumenti delle bollette e a minori e meno qualificati investimenti con una sicura esclusione della possibilità di controllo popolare. Ma anche una marcata riduzione del controllo della istituzione comunale sulla gestione: insomma...più costi, meno qualità e meno democrazia.


ORA TOCCA A MARELLO A lui la scelta: se essere portavoce della volontà dei cittadini, o rappresentante di chi vuole fare profittosuunbeneessenzialecome l’acqua. è in gioco il rapporto tra le istituzioni e i cittadini: perchè si scrive acqua, si legge democrazia!  

 

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