COOPERARE e NON COMPETERE

Forma e Sostanza

 

OdR-25APR2014

 

Ci sono modi di conservare la memoria che rischiano di farcela perdere. Per esempio andare ad ascoltare letture di celebrazione della Resistenza a Fontanafredda, mentre i dipendenti di Farinetti onorano il 25 aprile continuando a lavorare: oppure passeggiare piacevolmente sul crinale della collina di Treiso, partecipare ad una suggestiva fiaccolata, e poi ascoltare in silenzio i discorsi di sindaci iscritti a partiti che tagliano lo Stato Sociale, precarizzano il lavoro, finanziano le missioni militari.


Ciò che si perde è l'anima sociale dell'antifascismo, cifra ed alimento della lotta per una società più giusta.
Anche le storie esemplari, quando i rapporti di forza mutano, vengono depotenziate, distorte a tal punto da servire fini che contrastano con la loro ispirazione originaria: Che Guevara campeggia sulle magliette nei supermercati, Gandhi pubblicizza la telefonia mobile, l'antifascismo rischia di diventare il manto democratico del potere economico e politico che ci opprime. Bisogna difenderlo dagli apologeti interessati e riattualizzarlo quotidianamente, attraverso scelte politiche e sociali conseguenti: tanto più in un periodo storico che vede l'emergere e il consolidarsi di partiti e movimenti fascisti sullo scenario europeo.
Siamo stati in grado di farlo, nell'anno che separa questo 25 aprile da quello dell'anno passato?
Abbiamo solidarizzato con i cittadini antifascisti condannati per la contestazione alla sede di Casa Pound a Cuneo, o ci siamo "democraticamente" ritratti, inorriditi di fronte ai "disordini"? Siamo solidali con i quattro ventenni che, accusati di aver partecipato ad un'azione di contestazione al TAV nella quale è stato danneggiato un compressore, sono in galera dal 9 dicembre sottoposti ad un regime di alta sicurezza? Oppure difendiamo l'operato dei magistrati e la loro legalità? Voteremo il Chiamparino di turno o ci opporremo concretamente alle politiche di austerità? Insomma, da che parte stiamo?
Riproponiamo l'invito fatto l' anno passato, quello di trasformare le manifestazioni del 25 aprile in una grande assemblea, in cui i cittadini e i soggetti politici antifascisti di Alba e dintorni definiscano insieme proposte e scadenze di lotta in grado di dare un segnale di maggiore giustizia sociale: sostituiamo i riti con la vita!

Officine di Resistenza


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