TRASFORMARE e NON solo CONOSCERE

Dal Cile all’Italia, cinquant’anni di militanza internazionalista

Officine di Resistenza (Alba) Federazione Anarchica (Cuneo) presentano: 

 

“Que pasa en Chile?” 

Incontro Antifascista con Urbano Taquias Vargas (esule cileno in Italia) in occasione dell’uscita del libro di Alessandro AlessandriaDal Cile all’Italia, cinquant’anni di militanza internazionalista” [Ed. Sensibili alle foglie -2013]

 

LIBRO-Dal-Cile-all-Italia

Vincente Taquias Vargas è nato nel 1945 a Santiago, dirigente e militante sindacale del sindacato lavoratori del cuoio, alla data del golpe di Pinochet nel settembre 1973 viene fatto prigioniero con altre migliaia di persone nel famigerato Stadio nazionale di Santiago, dopo settimane di torture viene fatto uscire per presentarsi al commissariato di polizia, ovviamente raggiunge l’ambasciata italiana e riesce a raccogliere la moglie incinta e due figlie con le quali, appena possibile raggiunge l’Italia. La polizia cilena gli uccide il fratello ad una fermata del bus. Da quel momento “Urbano”, il suo nome partigiano con il quale è conosciuto, inizia in esilio la battaglia antifascista. Raccoglie altri esuli e costituiscono il Comitato Lavoratori Cileni in Esilio, oggi realtà europea. Come tale si costituisce parte civile nel processo Italiano e spagnolo contro il generale Pinochet che invece morirà senza un processo, lasciato andare dal governo inglese, con il vitalizio di senatore.
Urbano continua la battaglia in Italia, dove non esiste una norma certa sul diritto d’asilo politico e pare neppure quella umanitaria se si riduce ad un problema di ordine pubblico.
Conosce la realtà dello sfruttamento dei lavoratori in Italia, partecipa alle battaglie contro le industrie di morte: la Farmoplant di Carrara e l’Acna di Cengio, quando si era stabilito in casa a Rocchetta Bormida dove vive.
Per questo comportamento di solidarietà sociale e internazionale lo stato italiano non gli riconosce la cittadinanza italiana anche quando diventa ormai nonno con una famiglia ormai italiana, anzi viene sottoposto a controlli di polizia e a perquisizioni.
Riceverà la cittadinanza solo nel 2007 dopo una vera e propria mobilitazione.
Urbano non puo’ tornare in Cile, il suo nome è ancora nel registro della polizia cilena, a dimostrazione che cambiando la forma di governo non si garantisce il radicale cambiamento politico e sociale. Nel Cile dove la gente ancora si scontra per il diritto allo studio, al lavoro, per difendere la memoria storica, la polizia, la magistratura, l’esercito e metà parlamento, sono ancora quelli di Pinochet. La lotta continua e Urbano ne è protagonista in prima linea.

 

 

LUNEDI 28 aprile 2014 alle ore 21:00

Presso la Sala Negarville della Cooperativa Libraria La Torre in galleria Maddalena di via Maestra


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