TRASFORMARE e NON solo CONOSCERE

Banche e imprese non possono fallire, le persone forse si...


 

 

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GLI EFFETTI DELLA CRISI RICADONO PESANTEMENTE SULLA PELLE DEI LAVORATORI, ma al centro dei discorsi dei politici e nei telegiornali le uniche preoccupazioni sembrano essere i profitti delle aziende.

Banche e imprese devono essere messe nelle condizioni di fare profitti, per rilanciare crescita e occupazione. Loro non possono fallire, famiglie e persone forse si.

L’intervento pubblico deve servire il capitale, assecondandone le esigenze: se no, viene visto come un intralcio da cui liberarsi. Per consolidare questo assioma, posto come indiscutibile e declinato in forme stereotipate, vengono costruiti ad arte argomenti specifici: uno di questi è l’insostenibilità del debito pubblico. Veniamo invitati a fare penitenza, a pagare il debito senza discutere, per emendarci da livelli di spesa ritenuti insostenibili: lo Stato deve ritirarsi a favore del mercato. da anni subiamo la spoliazione del patrimonio pubblico, costruito con il lavoro e i soldi dei lavoratori, a favore di pochi predoni privati: un esempio tra mille è la triste sorte della Telecom.

 

NOI RIBALTIAMO L’ORDINE DEL DISCORSO: è necessario difendere i nostri diritti attraverso la cacciata dei privati dai settori fondamentali dell’economia. dobbiamo impedire che continuino ad espropriarci del potere che è alla base di tutti i diritti, il potere di avere voce in capitolo nella gestione di beni e servizi essenziali per il nostro benessere: scuola, sanità, acqua, energia, trasporti...Pensiamo che debbano diventare beni comuni, gestiti dai cittadini in maniera consapevole e antitetica alla logica del profitto. Una prospettiva che richiede determinazione, partecipazione popolare, lotte inclusive e organizzate democraticamente: riprendiamoci in mano il nostro destino!

 

ANCHE LE AMMINISTRAZIONI ALBESI finora succedutesi onorano il culto del capitale privato a discapito dei beni comuni. Due esempi ci paiono esemplificativi: la gestione del centro sportivo europa e la gestione dell’acqua da parte di EGEA. Nel primo caso assistiamo all’abdicazione di ogni progettualità educativa a favore di una logica di pura efficienza economica: il comune ha ritenuto di non investire il suo denaro per costruire un punto di aggregazione con valenza pedagogica, e ha spinto i giovani nelle robuste braccia pubblicitarie della FERRERO. Nel secondo assistiamo alla sudditanza nei confronti di un privato che specula su un diritto fondamentale, nonostante l’esito vittorioso dei referendum del 2011. In entrambe le situazioni la politica è ridotta ad un ruolo residuale, appendice inerte dell’economia.

 

OFFICINE DI RESISTENZA PROPONE a tutti i cittadini e alle forze politiche antifasciste di organizzare insieme un percorso di formazione sul tema della gestione dell’acqua: una serie di incontri propedeutici ad una campagna per la sua ripubblicizzazione. è un obiettivo parziale, ma può essere l’inizio di un processo di ricomposizione delle forze che punti a mutare gli equilibri sociali nella nostra città.

Perchè non ci proviamo iniziando a dire: “fuori L'EGEA dai nostri rubinetti!”?

Chi ha intenzione di collaborare con noi ci trova tutti i lunedì sera alle 21:00 presso il centro sportivo paolo brusco (via Gallizio).

 

Ecco chi ci ha pubblicato:

GrandaIn (on-line, free) link

 

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