MILITARE e NON ESSERE PROTAGONISTI

Solidarietà agli arrestati del 5 giugno

Officine di Resistenza solidarizza con i due fermati Pinuccia e Jack

Leggendo dei fatti del 5 giugno davanti ai cancelli della Miroglio Tessile ad Alba e, soprattutto, vedendo il filmato che è stato fatto circolare via internet, sorge il dubbio sull’effettività attuale del diritto alla libera manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.) e di riunione (art. 17 Cost.), che sono i fondamenti del sistema democratico di governo. Nel corso della manifestazione promossa dagli operai degli stabilimenti di Ginosa e Castellaneta, per protestare contro gli imminenti licenziamenti collettivi, dovuti, secondo i lavoratori, alla precisa intenzione della Miroglio di delocalizzare gli investimenti produttivi, le forze dell’ordine presenti hanno operato due arresti, perfettamente ripresi a video. Si tratta di due attivisti nel campo del sociale – una è la cinquantenne Pinuccia Cane, l’altro è noto semplicemente come Jack –  identificati dai media con l’etichetta  falsa e mangiatutto di NO-TAV. Stando a quello che si vede nel filmato, la sig.ra Cane si è macchiata della spinta ai danni di un carabiniere, che la stava trattenendo fisicamente per l’identificazione; difficile dire che cosa abbia commesso Jack, che nel filmato subisce soltanto l’azione dei Carabinieri.

 

L’arresto è stato convalidato ed i due rimessi in libertà in attesa di giudizio, con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e la prima udienza fissata per il 27 giugno. 

Entrambi gli arrestati sono assistiti dall’avv. Maurizio La Matina di Asti, il quale, raggiunto telefonicamente, riferisce che i due facevano parte di un gruppo venuto a sostenere le ragioni dei manifestanti e che, all’atto di preparare uno striscione in prossimità del muro di cinta della fabbrica, venivano circondati dai Carabinieri del Capitano Ricchiuti, ai quali avrebbero opposto un iniziale rifiuto di fornire i documenti, in quanto già noti agli operanti; per questa ragione, venivano condotti a forza verso le auto di servizio per procedere all’identificazione. Durante il tragitto forzoso, Pinuccia cadeva a terra ed, in prossimità delle auto, protestava vivamente con i Carabinieri, commettendo il gesto che si vede a video. 

Il caso consente di sollevare un’obbiezione di opportunità circa l’operato dei Carabinieri, i quali, pur esercitando formalmente dei poteri consentiti dal loro ufficio, hanno realizzato una pesante interferenza nel corso di una manifestazione di contenuto sindacale, in un momento in cui non erano in corso episodi di violazione dell’incolumità o dei diritti di terzi, né vi era alcun concreto pericolo del loro verificarsi. Utilizzando procedure formalmente consentite dalla legge, gli operanti hanno fatto uso, questa volta  discrezionalmente, del potere amorfo di condizionare lo svolgimento di una manifestazione dal contenuto politico, che avrebbe dovuto svolgersi liberamente. Siamo ai confini della violazione silenziosa dei diritti fondamentali della politica che abbiamo sopra richiamati, i quali dovevano ben essere tenuti presenti anche dalle forze dell’ordine, per il quale, in casi come questo, è latente il rischio di scivolare verso la definizione che Walter Benjamin dava della polizia: “potere informe e spettrale#1. Per tutti i cittadini il rischio è quello di un pericoloso precedente nel senso del declino delle libertà fondamentali della persona.

 

#1 Walter Benjamin, Per la critica della violenza: “Ogni violenza è, come mezzo, potere che pone o che conserva il diritto. In una mescolanza quasi spettrale, queste due specie di violenza sono presenti in un’istituzione dello stato moderno: nella polizia. Essa è bensì un potere a fini giuridici (potere di disporre), ma anche con la facoltà di stabilire essa stessa, entro vasti limiti, questi fini (potere di ordinare). L’aspetto ignominioso di questa autorità consiste in ciò che, in essa, è soppressa la divisione tra violenza che pone e violenza che conserva la legge. Se si esige dalla prima che mostri i suoi titoli nella vittoria, la seconda è soggetta alla limitazione di non doversi porre nuovi fini. La polizia è emancipata da entrambe le condizioni. Essa è potere che pone – poiché la funzione specifica di quest’ultimo non è di promulgare le leggi, ma qualunque decreto emanato con forza di legge – ed è potere che conserva il diritto, poiché si pone a disposizione di quegli scopi. Il “diritto” della polizia segna proprio il punto in cui lo stato, vuoi per impotenza, vuoi per le connessioni immanenti di ogni ordinamento giuridico, non è più in grado di garantirsi – con l’ordinamento giuridico – gli scopi empirici che intende raggiungere ad ogni costo. Perciò la polizia interviene, “per ragioni di sicurezza”, in casi innumerevoli in cui non sussiste una chiara situazione giuridica, quando non accompagna il cittadino, come una vessazione brutale, senza alcun rapporto con fini giuridici, attraverso una vita regolata da ordinanze, o addirittura non lo sorveglia.
Il suo potere è informe come la sua presenza spettrale, inafferrabile e diffusa per ogni dove, nella vita degli stati civilizzati. Se vien meno la consapevolezza della presenza latente della violenza in un istituto giuridico, esso decade. Il compromesso, benché ripudi ogni violenza aperta, è pur sempre un prodotto compreso nella mentalità della violenza, perché l’aspirazione che porta al compromesso non è motivata da se medesima, ma dall’esterno, e cioè dall’aspirazione opposta; e poiché ogni compromesso, anche se liberamente accettato, ha essenzialmente un carattere coattivo. Riprovevole è la violenza che conserva il diritto, la violenza amministrata, che la serve. La violenza divina, che è insegna e sigillo, mai strumento di sacra esecuzione, è la violenza che governa”.

 

. . . . . . . .

 

per informazioni o approfondimenti scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

For a professional business hosting we highly recommend hostgator review or cloud hosting
Creative Commons 3.0 - Matteo Ternavasio per Ynnesti | collettivo creativo basato su Joomla Templates designed by Joomla Hosting